Home Esercitazione internazionale di protezione civile - Sicilia Orientale 14-16 ottobre 2005 English version
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La serie recente di eventi catastrofici che ha investito molti paesi europei dà forza ad una spinta significativa verso forme di più efficace collaborazione tra le Protezioni Civili dei Paesi dell’Unione.

Con questo obiettivo fondamentale, è stato istituito il “Meccanismo comunitario”, per Decisione del Consiglio Europeo, nell’ottobre 2001. Il Dipartimento della Protezione Civile italiano ha sempre favorito lo scambio regolare di informazioni tra tutti i livelli del sistema e le attività di formazione, tra cui le esercitazioni delle componenti che intervengono nella Protezione Civile, nella convinzione che queste attività hanno un ruolo fondamentale nel rafforzare il sistema nazionale.
Sulla base di questi presupposti l'Italia ha manifestato più volte l'intenzione, alla Commissione Europea, di voler organizzare una esercitazione internazionale, col fine di testare sia il modello italiano di Accoglienza e Smistamento delle squadre S.a.R. internazionali (A.S.S.A.R.), sia, più in generale, l'attivazione del "meccanismo comunitario". Molti Stati Membri si sono mostrati entusiasti della proposta dando piena disponibilità a collaborare, anche nelle fasi preparatorie.
Nel gennaio 2004 la Commissione Europea ha approvato la proposta italiana di una esercitazione internazionale avente per scenario un forte evento sismico nell'area della Sicilia Orientale (nelle province di Catania, Siracusa e Ragusa per un totale di 1.727.414 abitanti), con gravi conseguenze anche sull’area industriale di Priolo Gargallo.

L’esercitazione si svolgerà tra il 13 e il 16 ottobre 2005.

È previsto il coinvolgimento di tutte le strutture e componenti del Servizio nazionale di protezione civile e la partecipazione di Francia, Grecia, Portogallo, Svezia e U.K., sia in fase di preparazione (Core Group), sia durante l'esercitazione, attraverso l’invio di esperti e squadre S.a.R. (Search and Rescue).

Sono invitati a partecipare anche un osservatore per ciascuno dei restanti 19 Stati Membri e rappresentanti delle Organizzazioni Internazionali (UN organisations, EU applications countries, EEA Countries, NATO, Paesi EUROMED).

L’esercitazione, nella sua componente nazionale, intende verificare l’efficacia del sistema di risposta delle componenti e delle strutture operative del Servizio Nazionale di Protezione Civile. Durante l’esercitazione verranno intraprese e verificate una serie di attività che di norma vengono svolte durante un’emergenza. Verranno insediati i centri di coordinamento sul territorio (DI.COMA.C, 3 CCS, 46 COM, 91 COC) e le aree di ammassamento delle squadre operative; verrà attivato il sistema di comunicazioni in emergenza sul territorio della Sicilia Orientale; verrà verificato il sistema sanitario e veterinario per le emergenze, così come il modello per il rilievo del danno e la verifica dell’agibilità degli edifici.
Dal punto di vista logistico verranno utilizzati mezzi arerei e navali, come spesso avviene durante le emergenze, essendo fondamentali per i soccorsi o la risoluzione di circostanze che altrimenti potrebbero verificarsi fatali, saranno mobilitate tutte le componenti nazionali di protezione civile.

Data la gravità dell'evento simulato, saranno attivate anche le altre regioni, in modo da contribuire al superamento dell'emergenza, e le strutture nazionali ,

Nella sua componente internazionale l’esercitazione intende verificare la capacità dell’Europa di rispondere ad una grossa calamità, testando il modello di intervento per ridurre i tempi di attivazione ed impiego delle squadre S.a.R. e migliorare la capacità decisionale ai diversi livelli di responsabilità. In particolare gli obiettivi più strettamente legati a questo aspetto comprendono:

Esperienze come questa hanno senz’altro il merito di dare una spinta significativa alla collaborazione tra gli Stati membri, finalizzata a fornire risposte efficaci ai rischi che potenzialmente minacciano i cittadini europei.